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ENI AWARD 2008
Quale futuro per l'energia? 28/05/2008 15.34
Molte cose cambieranno nel nostro pianeta nei prossimi decenni, ma non cambierà la centralità dell’energia come motore per lo sviluppo economico. Lo scenario energetico mondiale fotografa oggi un consumo di energia in costante crescita, energia largamente derivata da fonti fossili come petrolio, carbone e gas naturale. Se da una parte l’energia continua ad essere la risorsa chiave per la diffusione del benessere, dall’altra l’impatto ambientale del consumo di combustibili fossili incide sempre più pesantemente sull’equilibrio del nostro pianeta. Le fonti fossili, oltre l’80%,– anche se il gas naturale presenta caratteristiche decisamente migliori sotto il profi lo ambientale – producono emissioni di gas serra in atmosfera. Energia nucleare e energia idroelettrica - che pure sono fonti pulite e complessivamente coprono circa l’8% della domanda mondiale di energia - appaiono in declino relativo. Le biomasse “sporche” - legno, residui vegetali, ecc. - coprono un altro 10% dei consumi mondiali di energia. Lo spazio occupato dalle altre fonti, quelle rinnovabili e pulite, è del tutto marginale perché la loro densità di energia è troppo bassa e i loro costi troppo alti. In altre parole, ne occorrono quantità immense per darci volumi piccoli di energia a prezzi non sostenibili. Questo è il dilemma che l’umanità si trova ad affrontare in questo secolo: da una parte, la necessità pressante di poter disporre di volumi di energia sempre maggiori; dall’altra, l’esigenza di individuare fonti alternative a quelle che – al momento – sembrano le uniche in grado di soddisfare i bisogni immediati e futuri del nostro pianeta. Per Eni la risposta a questa sfi da riposa su uno sforzo eccezionale in termini di ricerca scientifi ca e tecnologica. Nei prossimi decenni puntiamo da una lato a rendere le fonti alternative “effettivamente alternative”, dall’altro a individuare strumenti e tecnologie capaci di abbattere l’inquinamento e le emissioni di gas serra. In quest’ottica ci siamo dati degli obiettivi di breve, medio e lungo termine, indirizzando i nostri sforzi sia verso la ricerca di tecnologie chiave per il nostro core business, sia verso temi completamente nuovi. Alla prima categoria appartengono, per esempio, le tecnologie relative all’estrazione della quota più elevata possibile del greggio contenuto nei giacimenti o quelle per la conversione totale del barile di greggio in carburanti dalle prestazioni elevate e dal ridotto impatto ambientale. Alla seconda categoria appartiene il programma di ricerca e sviluppo tecnologico relativo alle fonti rinnovabili e alla protezione dell’ambiente. Con questa strategia e questi obiettivi stiamo lavorando con Università e centri di eccellenza accademica Italia e nel mondo, luoghi nei quali l’ampiezza e la varietà delle competenze, insieme alla contaminazione tra discipline diverse, offrono straordinarie possibilità di produrre idee fortemente innovative. Si inserisce in questa prospettiva l’alleanza strategica recentemente formalizzata con il MIT di Boston per lo sviluppo di tecnologie di frontiera nell’impiego dell’energia solare, la direttrice strategica che Eni continuerà a sviluppare nei prossimi anni. Da questa fi losofia nasce Eni Award, premio che viene da lontano (la prima edizione è del 1987) e affonda le sue radici nel più puro spirito “matteiano” catalizzando intorno a sé le migliori ricerche e i più importanti scienziati al mondo nel campo dell’energia. Eni vuol dimostrare che la ricerca rappresenta il terreno su cui costruire il nostro vantaggio competitivo e la leva chiave per creare valore per i nostri azionisti. Solo la ricerca e l’innovazione tecnologica, unite ad un uso razionale delle risorse del nostro pianeta possono dare una risposta alle sfi de che il sistema energetico globale prospetta in quest’inizio di millennio. di Paolo Scaroni Eni award 2008
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