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10/03/2010 12.50 | Tutte | Indietro
Caldissime

Pil ancora giù in Italia, timidi segnali di ripresa da produzione industriale

Pil ancora giù in Italia, timidi segnali di ripresa da produzione industriale

Non smette di scendere il Pil italiano. L'anno scorso il Prodotto interno lordo ha accusato nel nostro Paese una contrazione del 5,1%, il dato peggiore dal 1971, dall'inizio cioè della serie storica. Nel solo quarto trimestre il Pil corretto per gli effetti di calendario e destagionalizzato è diminuito dello 0,3% rispetto al trimestre precedente e del 3% nei confronti del quarto trimestre del 2008.

Il dato Istat sulla crescita finale del quarto trimestre ha mostrato una variazione congiunturale dei consumi finale pari a 0,1%, mentre gli investimenti fissi hanno segnato una flessione dell'1% rispetto al terzo trimestre e le importazioni sono salite del 3,2%, invece le esportazioni hanno segnato un +0,1%. Dalle scorte è venuto un contributo positivo per la crescita pari allo0,8%.

Meglio, invece, la produzione industriale che ha mostrato timidi segnali di ripresa. Secondo l'Istat la produzione industriale a gennaio ha segnato un aumento congiunturale del 2,6% e un calo tendenziale del 3,3%. L'indice corretto per i giorni lavorativi (19 contro i 20 di gennaio 2009) ha registrato invece un aumento su anno dello 0,1% ed è il dato migliore da aprile 2008.

"Siamo in una fase di fine del calo" della produzione, ha commentato il responsabile dell'indagine. Questi dati, ha aggiunto il ministro del Welfare, Maurizio Sacconi, "dimostrano che la ripresa c'è nel commercio globale e quindi anche in casa nostra, ma che è una ripresa selettiva e a tratti discontinua". Per Sacconi "dobbiamo accompagnare" la ripresa anche "attraverso le risorse umane".

Ora la variazione del Prodotto interno lordo "acquisito" per il 2010 è pari a -0,1%. La decrescita "acquisita" annuale è quella che si otterrebbe in presenza di una variazione congiunturale nulla per i trimestri del 2010. E' stata così rivista al ribasso la stima preliminare diffusa il 12 febbraio, che attestava la variazione pari a zero.

"C'è stata molta volatilità sui dati italiani della produzione industriale e del Pil nella seconda parte dell'anno scorso e questo rende difficile decifrare questi numeri. Penso che dovremmo fare una media tra il terzo e il quarto trimestre e questo porterebbe a una crescita trimestrale di circa lo 0,1 o 0,2%, coerente con i deboli dati mensili del periodo", commenta Gilles Moec, economista di Deutsche Bank.

"Nel quarto trimestre abbiamo avuto un forte balzo delle scorte che hanno alimentato l'import e ridotto le esportazioni nette, mentre la domanda domestica è rimasta debole e gli investimenti si sono contratti", prosegue l'esperto. "Tutto questo non ci dice molto in un'ottica futura ma gli indicatori prospettici e i dati odierni della produzione industriale ci dicono che l'Italia si sta riprendendo".

La ripresa non dovrebbe essere ostacolata dal forte consolidamento fiscale che sarà necessario in altri Paesi. "Quest'anno vedo una crescita intorno all'1%, niente di spettacolare ma comunque non penso che dovremmo temere una ricaduta", conclude Gilles Moec.

Alla luce di questo andamento, nei prossimi trimestri "ci aspettiamo una crescita bassa o negativa dei consumi, mentre vediamo una ripresa degli investimenti, dopo la caduta di fine 2009, anche in base al dato fortissimo di produzione industriale di gennaio", sottolinea anche Laura Cavallaro di Aletti Gestielle che si attende una crescita modesta del Pil, con una media annua dello 0,6%, frutto di una dinamica molto lenta nella prima parte dell'anno e in ripresa, ma sempre modesta, nella seconda.    
 

Francesca Gerosa



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