
L'Espresso spicca oggi tra i media italiani con un rialzo del 2,9% a 2,29 euro. A spingere il titolo è la decisione presa dagli analisti di Unicredit di ritoccare il target price da 2,40 a 2,70 euro in seguito al debito inferiore alle attese evidenziato dal gruppo a fine 2009.
Il rating resta buy nonostante una valutazione a premio sui competitor. Poco mossa Rcs (+0,16%). Sbanda Mondadori, in flessione dell'1,84% a 2,94 euro in seguito alla notizia che dal prossimo 22 marzo verrà rimpiazzata da Azimut nell'indice Ftse Mib. Mediobanca ha tagliato il target del titolo da 4,55 euro a 4,08 euro, ma ha mantenuto outperform.
Scendono anche Mediaset (-0,85% a 5,82 euro) e Seat (-0,30% a 0,1669 euro) che ieri ha siglato l'accordo con i sindacati per il ricorso alla Cassa integrazione per 300 risorse o prepensionamento, per quanti ne hanno i requisiti. Tale azione, annunciata in precedenza, si inserisce nell'ambito delle azioni messe in atto per ridurre i costi del gruppo e limitare l'impatto della riduzione del fatturato del print.
A detta degli analisti di Banca Akros (hold e target a 0,25 euro su Seat) il programma di taglio dei costi è inevitabile alla luce del fatto che i ricavi sono sotto pressione e alla luce delle necessità di rifinanziamento nei prossimi 18 mesi. Seat approverà i risultati 2009 il prossimo 16 marzo 2009.
In precedenza ha confermato che verrà rispettata la guidance di Ebitda 2009 (520-540 milioni di euro), ma non il piano 2009-2011. Guardando al settore in generale, secondo i responsabili delle principali concessionarie pubblicitarie, intervistati da Italia Oggi, il primo trimestre di quest'anno evidenzierà segni positivi grazie a un confronto particolarmente facile, mentre ci si attende un assestamento nel resto dell'anno.
Confermata la partenza debole dei magazines, dove l'effetto del calo dei prezzi sarebbe ancora molto forte, sebbene Angelo Sajeva, l'Ad di Mondadori Pubblicità, abbia prospettato un primo trimestre 2010 positivo al netto de Il Giornale, e forte per le radio, trend di cui il maggiore beneficiario è il gruppo L'Espresso.
"Riteniamo che le dichiarazioni nel complesso ancora caute da parte dei responsabili delle concessionarie derivi da una visibilità che si mantiene bassa unita al bisogno di mantenere basso il profilo in vista del completamento dei piani di ristrutturazione", commentano gli analisti di Intermonte. "Per contro la nostra visione positiva sul settore si basa anche sull'attesa di una ripresa della pubblicità che potrebbe sorprendere le attese".
Francesca Gerosa