MF
Numero 031  pag. 4 del 16/2/2010 | Indietro

Dubai chiede lo sconto sul debito

PRIMO PIANO
Di Francesco Ninfole

Il governo pensa di offrire il pagamento del 60% dei prestiti tra sette anni


La società governativa Dubai World potrebbe restituire ai creditori soltanto il 60% del debito verso le banche. La ristrutturazione riguarda crediti per 22 miliardi di dollari. La voce si è diffusa ieri sui mercati e ha fatto schizzare verso l'alto i credit default swap (cds) sulle emissioni dell'Emirato. Chi vuole proteggersi per cinque anni dal default di Dubai, deve pagare 660 mila euro per 10 milioni di titoli complessivi. Un mese fa la cifra era pari a 420 mila euro. Il rischio percepito ha dunque raggiunto oggi livelli significativi, se si considera che per il default della Grecia se ne dovrebbero spendere 350 mila (per l'Italia 131 mila).

Secondo quanto riportato da Dow Jones, la principale proposta di Dubai è quella di ripagare la quota del debito tra sette anni: in questo caso sarebbe assicurata la garanzia statale. Non altrettanto accadrebbe se si concretizzasse l'opzione alternativa, che prevede tuttavia il pagamento totale e l'offerta del 40% degli asset della controllata immobiliare Nakheel. Dubai World, comunque, non dovrebbe formulare proposta formale di ristrutturazione del debito prima di marzo/aprile.

A tremare sono soprattutto le banche inglesi. Quella più esposta è Hsbc, seguita da Standard Chartered e Royal Bank of Scotland. «Occorre raggiungere un accordo che sia il più possibile equo», ha ribadito Peter Mandelson, ministro dello Sviluppo economico britannico, in visita domenica a Dubai. Nessun timore, invece, per le banche italiane. Già a novembre il direttore generale di Banca d'Italia, Fabrizio Saccomanni, aveva assicurato che le italiane hanno un'esposizione «molto limitata» nei confronti di Dubai World. E lo ha confermato il presidente dell'Abi, Corrado Faissola, sostenendo che l'esposizione è «estremamente marginale o inesistente» e gli istituti «non dovrebbero avere problemi».

Il caso Dubai è scoppiato a novembre. A causa dell'esplosione della bolla immobiliare, Dubai World si è detta incapace di pagare il debito a breve e ha chiesto una moratoria di dei mesi. A dicembre c'è stato un incontro con 90 creditori che però non ha portato a una soluzione definitiva. In soccorso di Dubai è però intervenuto il governo di Abu Dhabi, che ha versato al vicino emirato 10 miliardi di dollari, di cui oltre 4 miliardi sono serviti a ripagare il bond della controllata Nakheel scaduto a metà dicembre. (riproduzione riservata)

I Video



Norme | Help | Faq | Contattaci | Note sull'utilizzo dei dati
Milano Finanza Interattivo © Milano Finanza Partita IVA 08931330156