Viaggio al centro dello scudo

di Marco Colacicco

Punto per punto, cosa prevede la riedizione della norma che consente di regolarizzare i capitali esportati illecitamente in passato. Dai soggetti che possono usufruirne ai vari beni che possono essere fatti emergere



A partire da oggi, e per la durata di dieci puntate che verranno pubblicate il mercoledì e il sabato di ogni settimana, MF-Milano Finanza viaggerà con i suoi lettori al centro dello scudo fiscale ter.
Decidere in modo consapevole è quanto mai vitale nel caso del provvedimento che il ministro Giulio Tremonti considera come l’ultimo veicolo possibile per regolarizzare posizioni anomale, magari frutto di lasciti e posizioni ereditarie che risalgono lontano nel tempo o più prosaicamente rendite costituite al tempo dell’ultimo governo Prodi, nel corso del quale (vedere le copertine di Milano Finanza del tempo) si registrò l’ultimo grande deflusso di capitali italiani verso i paradisi fiscali.
A descrivere e analizzare tutte le problematiche inerenti allo scudo ter sarà Marco Colacicco, fondatore dello Studio Colacicco di Milano e uno dei maggiori esperti italiani del settore. Nella sua analisi verranno toccati tutti i temi caldi relativi allo scudo, dai soggetti realmente interessati a che cosa può emergere in sede di adesione, dalle modalità operative al calcolo del reale costo dello scudo (immediato e traslato nel tempo), dalla valutazione dei rischi e degli effetti collaterali ai suggerimenti inerenti ai casi specifici come gli immobili, i trust, gli strumenti di finanza complessa detenuti all’estero e i beni rifugio intestati a società schermo.

Volete saperne di piu'?

Scrivete le vostre opinioni e le vostre proposte, le più interessanti saranno pubblicate su MilanoFinanza e ItaliaOggi.
 




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6 Commenti
Inviato il: 24/11/2009 20.13   
Da: anonimo
sanzioni?
Si parla tanto di scudo per beni immobili, ma quali sono le sanzioni in caso di accertamento fiscali per i redditi da locazione non dihiarati in Italia di appartamenti all’estero in paesi quali la Francia?
Non si rischia che per bassi redditi, la quota del 5% sul valore dell’immobile sia più alta della sommatoria delle eventuali sanzioni.?

Inviato il: 09/11/2009 14.52   
Da: anonimo
Dichiarazione riservata prima o dopo ?
Sono un consulente di un importante gruppo bancario che ha scelto di offrire ai propri clienti l’opportunità di “scudare”, per ovvi motivi economici, solo per il tramite della fiduciaria del gruppo. Ma il problema non è questo. Per disciplinare l’operatività recentemente l’Istituto ha emanato una circolare che mi lascia "perplesso" e sinceramente "preoccupato" per i clienti: viene disposto, infatti, che la dichiarazione riservata non venga sottoscritta e rilasciata al cliente all’inizio del procedimento di emersione ma che essa venga prodotta direttamente dall’intermediario e sottoposta alla firma del cliente solo a conclusione dell’operazione, cioè ad avvenuto rimpatrio del denaro/titoli.
Poiché credo che siffatta operatività possa esporre il cliente alla perdita delle coperture previste dalla “scudo ter” nelle more della produzione della dichiarazione con la presente sono a richiedervi quanto segue:
1) quando si esplicano pienamente gli effetti dello scudo? Al rientro dei capitali o alla data della dichiarazione riservata vidimata dall’intermediario, nel mio caso successiva al rientro ?
2) Può il cliente “pretendere” che gli venga consegnata subito la dichiarazione riservata e poi successivamente trasferire gli assets posto che contestualmente alla dichiarazione abbia anche fornito la relativa provvista dell’imposta sostitutiva ?
3) Eventuali accertamenti o procedimenti ricevuti dal cliente nei giorni che intercorrono il o i rientri degli assets e la data della dichiarazione riservata, che nel mio caso riceverà solo alla fine, a conclusione dell’intero iter di emersione, possono pregiudicare irreparabilmente gli effetti dello scudo ?

In attesa di leggerVi in merito cordialmente saluto

Df


Inviato il: 14/10/2009 21.49   
Da: anonimo
R. Incredibile
Ringrazino il cielo di avere un "rimborso beffa" casomai......che non e’ affatto scontato.

Inviato il: 14/10/2009 21.48   
Da: anonimo
R:Incredibile
Ma quale premio?Abbiamo avuto governi iniqui che hanno massacrato le ns. aziende ed imprenditori facendo scappare i capitali all’estero!Ma ringraziamo il cielo che i soldi tornano a casa va....prima tasse umane poi caso mai perseguiti.
Ai dipendenti che fanno tanto i santi sono curioso di vedere cosa penserebbero dello stato se non esistesse la ritenuta alla fonte.....sono convinto che sarebbero tutti d’accordo con imprenditori e libero professionisti.
Era ora che un governo facesse quello che bisogna fare.
Alle prossime votazioni li voto non una volta ma mille volte.

Alitalia rimborso beffa? Non lo sanno i risparmiatori che se partecipi ad un’azienda oppure se hai delle obbligazioni sei legato alle sorti di quell’azienda?Che fanno i risparmiatori devono essere soggetti speciali in borsa destinati al guadagno senza rischio?E senza rischio dovrebbero guadagnare qualcosa? E perche’ mai?Potevano lasciarsi i soldi sul conto corrente dato che un’obbbligazione significa acquistare un bene a "basso rischio" non a "zero rischio".Se ci tenevano alla sciurezza assoluta ci sono decine di prodotti assicurativi che su fondi speciali a gestione separata offrono minimi garantiti niente male......e invece no....il "risparamiatore" vuole solo guadagnare ma non dovrebbe "rischiare".......un po’ troppo comodo non crede? Basta con questo piagnisteo,io tutti i giorni rischio,guadagno e perdo,ma sono io che decido di farlo sia quando vabenen che quando va male.
Saluti
Saluti

Inviato il: 02/10/2009 14.40   
Da: anonimo
INCREDIBILE.
AI RISPARMIATORI ( ES, ALITALIA ) RIMBORSO BEFFA, AI DELINQUENTI UN RICCO PREMIO.
TIRATE LE VOSTRE CONCLUSIONI, SOPRATUTTO ALLE PROSSIME VOTAZIONI.
SALUTI.
PR.

Inviato il: 25/09/2009 15.45   
Da: anonimo
la preparazione delle banche
mi è capitato di chiedere informazioni presso una filiale di media importanza della Banca S.Paolo-Imi di Genova e con mia grande sorpresa ho verificato che: a oggi 25-9 nessun funzionario era minimamente preparato a rispondere a domande circa lo scudo fiscale- il concetto di riservatezza è ancora molto poco chiaro : i clienti vengono fatti parlare in stanze aperte dove tutti possono sentire -gli impiegati poi chiedono informazioni gli uni agli altri e questo naturalmente rende la segretezza delle operazioni assai dubbia-mi domando come deve essere la situazione nelle piccole città se nelle città medio grandi anche le grandi Banche risultano impreparate !


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